Il Mondo di là
Il romanzo è ambientato in un luogo e in un tempo indefiniti. Eppure in esso è possibile scorgere un rimando continuo alla realtà che ci circonda.
La storia si sviluppa attorno a quattro figure principali: Jonas, il vero protagonista della narrazione, Topheles e Mephis, gli addetti ad accompagnarlo nel Mondo di là, e il Descrittore, colui che osserva e che racconta le storie di Jonas e dei suoi accompagnatori osservandoli dai tubi di aerazione.
La storia del Mondo di là è formata dalle diverse situazioni vissute da Jonas in un mondo al di fuori del mondo che lui conosce e nel quale viene spinto per caso e all’improvviso, trovandosi ad affrontare personaggi, sfide, situazioni emotive per lui del tutto inedite.
Il senso ultimo del romanzo, e quindi la sua soggiacente idea filosofica, non è, come potrebbe apparire a causa dell’importanza che il Palazzo denominato Burocrazia esercita nell’immaginario narrativo, l’oppressione burocratica. In un mondo fortemente tecnicizzato, com’è quello del Mondo di là, in cui è possibile far rivivere epoche future, così come epoche presenti e passate nello stesso momento, la Tecnica esercita un potere coercitivo inarrestabile creando un mondo in cui ogni cosa va avanti da sé, per mano della stessa potenza della Tecnica, senza più bisogno dell’uomo. Un mondo in cui anche la coercizione burocratica non spiega più la desolazione dell’umano ma è semplicemente parte di quella stessa desolazione.